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Batman vs Superman, uomo-dio vs dio-uomo (parte 1)

November 28, 2016

[spoiler alert]: questa non è una recensione, ma una esegesi del film, per cui non solo è scontato che si riportino informazioni sulla trama del film, ma è proprio richiesto che chi legga lo abbia visto, oltre a possedere l’attitudine ad una comprensione su un piano non strettamente letterale.

 

“Batman vs Superman: dawn of justice” è un film fantascientifico della Dc Comics (Warner Bros) del 2016 diretto da Zack Snyder, sequel di “Man of Steel” del 2013 del medesimo regista. A prima vista può sembrare l’ennesimo blockbuster senza spessore, con un titolo degno di quei tristi remake senza pretese che contano solo sulla popolarità dei protagonisti. In effetti è stato accolto con freddezza da gran parte dall’esigente universo nerd, la cui principale necessità è in realtà prettamente estetica e che siano fedelmente rispettate tutte le specificità dei loro supereroi, senza nulla che possa turbare le loro esponenziali aspettative e soprattutto il loro consolidato immaginario. Questo film invece prosegue nel solco di un critico post-transumanesimo che ha precursori per esempio in Watchmen dello stesso regista o nel Cavaliere oscuro di Nolan, a cui lo stesso Snyder sostiene di ispirarsi, ed è uno dei più espliciti in questo senso. Batman vs Superman è intriso di una concezione religiosa assolutamente estranea agli appassionati del genere, ma che è in realtà la radice dello stesso transumanesimo, che viene pian piano messo a nudo e rivelato nella sua vera natura. Come in “V x Vendetta” questo nuovo filone insiste nel solco dall’imprinting decisamente occultista di Alan Moore, autore della miniserie a fumetti di Watchmen già negli anni ’80, passando per la criticatissima esperienza di Christopher Nolan che ha ridisegnato l’amato Batman in una veste molto più horror-gotic e che non a caso è il produttore sia di “Man of Steel” che di questo film. Siamo quindi nel solco di una vera e propria tradizione alternativa delle saghe dei supereroi che non segue logiche di mercato, ma che è evidentemente animata a determinate concezioni ideologiche. Per chiunque abbia sufficiente conoscenza della cultura neo-gnostica moderna questo film è di gran lunga uno dei più espliciti in tal senso, a tal punto che non richiederebbe alcuna spiegazione ulteriore. Ma dato che la maggior parte delle persone è consapevolmente estranea alla tradizione gnostica, gnostico-cristiana, ermetica, alchemica, rosicruciana, massonica e teosofista da cui è nato infine il transumanesimo, il padre di qualsiasi supereroe moderno mai immaginato, si propone qui una rilettura in tal senso.

In ottica neo-gnostica già partendo dal titolo ci si aspetta un confronto tra la concezione di un dio-uomo, cioè Superman, e di un uomo-dio, cioè Batman. Superman è venerato espressamente come un “dio” “onnipotente”, ma la fede in lui è ormai seriamente incrinata dal fatto che viene considerato responsabile della catastrofe provocata dal suo scontro con Zod, già narrato in Man of steel, con cui comincia il film. La sua popolarità cala ulteriormente dopo il suo intervento di salvataggio dell’amata Lois Lane a Nairomi in Africa, dove vengono uccise tante persone di cui rimane dubbia la loro colpevolezza in merito e la loro malafede in generale. Il mondo che perde fiducia in dio comincia ad accusarlo anche per vie legali in cui tante vittime collaterali delle azioni di Superman inducono il congresso ad inquisirlo, profilando lo scontro tra la massima istituzione laica e l’onnipotente divino supereroe. Ormai Superman è più temuto che riverito e la gente si interroga sulla sua natura, sulla sua morale, sulla sua concezione di giustizia e in definitiva se sia benigno o maligno. “Nessuno è diverso, nessuno è neutrale” dice il capo dei ribelli africani, “il mondo è così rapito da ciò che Superman può fare, che nessuno si chiede cosa dovrebbe fare” sostiene invece la senatrice Finch, a capo di una apposita commissione d’inchiesta contro Superman, che aggiunge “il mondo deve sapere cosa ha fatto nel deserto e quali valori difende, fino a che punto userà il suo potere, agisce per il nostro bene o per il suo?” “Non renderà mai conto a voi, lui non rende conto a nessuno, nemmeno a dio secondo me” dice invece una testimone, “vorrei guardarlo negli occhi e chiedergli come fa a decidere quali vite contano e quali non contano” secondo un altro. Nella crescita del dibattito pubblico nei mass media le accuse diventano sempre più specifiche: “noi come abitanti di questo pianeta stiamo cercando un salvatore, il 90% delle persone crede in un potere superiore, ogni religione crede in una sorte di figura messianica e quando questo personaggio arriva davvero sulla terra vogliamo che si attenga alle nostre regole? dobbiamo cominciare a capire che si tratta di uno slittamento di paradigma, dobbiamo cominciare a pensare oltre la politica”… “ci sono dei vincoli morali con questa persona?”… “abbiamo sempre creato icone a nostra immagine, abbiamo semplicemente proiettato noi stessi su di lui, ma forse non è né una figura demoniaca, né un messia, ma solo uno che cerca di fare la cosa più giusta”.

In definitiva Superman ricopre sempre più le vesti del Demiurgo gnostico, un “dio falso” come scrive una delle sue vittime, Wallace Keefe, sulla sua colossale statua commemorativa, un dio a cui la gente comincia a non credere più e a vedere come un impostore. Un falso dio a cui è associata una dubbia legge morale, che è ormai riconosciuta come incompatibile con il bene assoluto. E’ una sorta di arconte caduto dal cielo di sua competenza sulla Terra, che impone i suoi interessi a scapito di una umanità che si sente sempre più schiava della sua minaccia e che riesce solo ora a percepirne la sua malignità dopo l’illusione che fosse il suo salvatore. Nel futuro, rivelato da Flash a Batman, Superman diventerà realmente un tiranno demiurgo a tutti gli effetti, che dominerà crudelmente tutta l’umanità con l’ausilio di parademoni volanti. Non c’è evidentemente nulla di più genuinamente gnostico di questa concezione e la cosa sorprendente è che questa emerga senza filtri nel piano di lettura più superficiale, usando un linguaggio proprio del dibattito religioso. E’ esemplificativo in tal senso il continuo richiamo alla morale di Superman in quanto la Legge morale è il principale strumento del malvagio Demiurgo per soggiogare l’umanità, legge che storicamente gli gnostici identificano principalmente con quella mosaica.

Non solo il mondo perde fede nel dio antropomorfo che incarna le sue speranze, come dice Lois: “quel sogno è tutto ciò che tante persone possiedono è quello che dà loro speranza”, ma è lo stesso Superman che umanizzandosi cade in una sorta di crisi esistenziale, fino ad affermare: “Superman non è mai stato reale, era solo il sogno di un contadino del Kansas”. La madre (adottiva) del salvatore universale, nel suo vulnerabile lato cristico e umano, lo pone infine davanti ad una scelta: “io non volevo che ti rivelassi al mondo. Sii il loro eroe Clark, il loro monumento, il loro angelo, tutto ciò che hanno bisogno che tu sia o non essere nulla, tu non devi niente a questo mondo, né ora né mai”.

 

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