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L’illuminismo francese, anticlericalismo per le masse

Alla fine del XVIII sec. la Francia, dopo gli Stati Uniti, era il terreno più fertile per fomentare una rivoluzione, c’era una diffusione di sentimenti di odio verso la religione cattolica e si stavano diffondendo i filosofismi dell’indottrinamento “illuminista” delle masse popolari, a opera in particolare di illustri intellettuali illuminati e massoni come Arouet Francois Marie (1694-1778), noto come "Voltaire", e Jean Jacques Rousseau (1712-1778). La massoneria in Francia era infatti già sufficientemente organizzata e diffusa e con forte prevalenza della parte progressista, antitetica a quella elitaria inglese per quanto riguarda i metodi, anche se affine negli obiettivi. La prima loggia centrale francese fu la più tradizionale Grande Loggia Inglese di Francia, autorizzata nel 1743 dalla Grande Loggia d'Inghilterra: i due primi Grandi Maestri furono gli inglesi lord Dervent-Water e lord d'Harnouester.


Dopo aver vinto un concorso presso la prestigiosa Accademia di Digione nel 1750 con un discorso sulla disuguaglianza sociale, Rosseau si affermò come una delle menti “illuminate” più influenti della sua epoca. L’intuizione che il comportamento dell’uomo è totalmente influenzato dalla società in cui viveva era la base per la definizione del suo progetto di riforma sociale, politica e pedagogica. Questo suo brillante ragionamento lo portò all’affidamento totale alla libera scelta guidata dall’istinto e dalla ferrea negazione delle imposizioni, motivo per cui per esempio i suoi cinque figli non solo non ricevettero alcuna educazione, ma li abbandonò al brefotrofio (orfanotrofio).

Il concetto politico rossiniano era basato sul “contratto sociale” (1762), una totale alienazione dei propri diritti e desideri alla collettività alla ricerca del bene comune sempre in nome dell’uguaglianza, idee fortemente rivoluzionarie e moderne, ma che spianano la strada al totalitarismo e al collettivismo.

Le teorie di Rosseau erano infatti incentrate su quell’ideale “stato di natura”, concetto caro a tutto l’occultismo moderno, in cui tutti gli uomini avrebbero dovuto vivere in condizioni di uguaglianza assoluta e liberati da ogni condizionamento (ma in realtà anche privato di ogni difesa sociale o ideologica). Questo concetto influenzò molte correnti politiche successive (fino a Marx e Lenin), ma più banalmente divenne basilare pretesto per mettere in discussione qualsiasi autorità esistente.

Quindi, secondo queste teorie, dopo il primo passaggio dalla “libertà naturale”, volta ad eliminare ogni autorità preesistente, si dovrebbe passare alla “libertà civile”, in contrapposizione con la prima e concepita per l’obbedienza cieca alla volontà “collettiva” e alle leggi civili, alienando così non solo i propri diritti (appena riconquistati), ma anche l’arbitrio tra il bene e il male e addirittura la consapevolezza del bene e del male che diventano monopolio di un fantomatico Stato etico. Venendo a mancare ogni sorta di possibilità di discussione o ribellione alla nuova autorità statale nasce la prima teorizzazione della dittatura moderna, mascherata però da irrealistica democrazia ideale.


Voltaire, massone iniziato in Inghilterra, era il capo di un vero movimento reazionario fondato tra il 1763 e il 1766. Per merito della propaganda massonica Voltaire viene ricordato oggi da tutti come l’emblema stesso della tolleranza, con tanto di attribuzione di citazioni totalmente false come la famosa “disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”, frase in realtà inventata da Evelyn Beatrice Hall agli inizi del 1900, oppure come “la più coraggiosa decisione che prendi ogni giorno è di essere di buon umore”, che dimostra come sia stato completamente stravolto il tono altamente sarcastico del suo “Candido”, ormai stupidamente emblema del pensiero neo-positivista moderno e dell'imperante qualunquismo buonista.

Ma la realtà storica è esattamente il contrario. Il motto di Voltaire, apposto come firma alle sue lettere, era: “Ecr. l'inf.” (“Ecrasez l'infáme”), cioè “schiacciate l'infame”, rivolto ovviamente alla Chiesa di cui era aperto nemico. Così infatti apostrofava normalmente contro il clero: <sono ristucco di sentir ripetere che dodici uomini hanno potuto stabilire il cristianesimo, ed io ho gran voglia di provar loro che basta uno solo per distruggerlo>. O ancora: <la religione cristiana è una religione infame, un'idea abbominevole, un mostro che deve essere colpito da cento mani invisibili ... Fa d'uopo che i filosofi percorrano le vie per distruggerla, come i missionari percorrono la terra e i mari per propagarla. Essi devono osar tutto, tutto arrischiare, fino a farsi bruciare per distruggerla. Schiacciamo, schiacciate l'infame!>

Al contrario del mito della tolleranza di Voltaire, è invece proprio il suo anticlericalismo a divenire una pietra miliare per la massoneria. <Se vuolsi avere un'idea esatta dello spirito della framassoneria francese, basta rileggere la famosa lettera di Voltaire, che è freneticamente applaudita ogni volta che viene citata nelle officine> (“La franc-maçonnerie et la question religieuse” di Paul Copin-Albancelli).


Contro questi complotti anticlericali massonici nel XVIII sec. vennero emesse numerose bolle papali tra cui: “In eminenti” (18-04-1738) di papa Clemente XII (Lorenzo Corsini), “Providas” (18-05-1751) di papa Benedetto XIV (Prospero Lambertini), “A. Quodie” (14-09-1758), “Ut primum” (03-09-1759) e “Christianae republicae salus” (25-11-1760) di papa Clemente XIII (Carlo Rezzonico) ed ”In scrutabile” (25-12-1775) di papa Pio VI (Gianangelo Braschi).


Importanti seguaci di Voltaire erano Jean-Baptiste le Rond d'Alembert (1717-83) e Denis Diderot (1713-84) che portarono a termine l’Encyclopedie, un’opera in parte ideologica e in parte tecnica che sotto l’influenza del loro leader divenne esplicitamente anticlericale. L’obiettivo era di contrastare il Dictionnaire de Trévoux dei gesuiti e diffondere le idee illuministe. Alla voce Prêtres (preti), redatta dal barone d’Holbach, l’Encyclopedie sentenzia: <È dolce dominare i propri simili; i preti seppero profittare dell'alta opinione che avevano generato nello spirito dei loro concittadini. Pretesero che gli dei si manifestassero a loro, annunziarono le loro leggi, insegnarono dei dogmi, prescrissero ciò che doveva essere creduto e ciò che doveva essere respinto, fissarono ciò che piaceva o dispiaceva alla divinità, organizzarono gli oracoli, predissero l'avvenire a l'uomo inquieto e curioso, lo fecero tremare per la paura delle pene che gli dei irati minacciavano per i temerari che avessero osato dubitare della loro missione o discutere la loro dottrina>.


Re massone Federico II di Hohenzollern (1712-1786), che aveva scritto l’ “Antimachiavel” con Voltaire e che più di tutti incarnò la figura del sovrano illuminato, divenne il protettore di questa cospirazione anti-clericale, ancora prima di divenire seguace di Weishaupt, sempre a dimostrazione del fatto che, anche per semplici motivi cronologici, l'estremismo anticlericale era già presente nella massoneria prima dell'influenza degli Illuminati di Baviera.


Gli Economisti, nome pubblico di questa setta massonica, erano riusciti alal fine a diffondere la cultura illuminista porta a porta in tutta la Francia e avevano convinto pure il re ad istituire scuole professionali da loro dirette, con il pretesto che a prescindere solo “loro sapevano come portare la felicità al popolo”. Questo con il prezioso aiuto di François Quesnay (1694-1774), un medico infiltrato a corte per mezzo della marchesa di Pompadour, divenuto “il pensiero” del re Luigi XV come lui stesso candidamente sosteneva. Non a caso anche gli Economisti mostrarono un legame particolare con il principato di Hessen-Kassel (dove avevano sede e principale influenza i Rothschild). Proprio a Kassel nel 1772 D’Alembert fece leggere una storica lettera di invettive contro la Chiesa in presenza di ben sette principi che collaboreranno coi movimenti reazionari.


<Assai prima di tradursi in avvenimenti, la Rivoluzione era compiuta negli spiriti> (Albert Mathiez).


by ActualProof (appuntidiviaggio)

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